martedì, 29 gennaio 2008 - 13:27
"GRAZIE A TE" di Aglaja



1999. Novembre. E' sera. Dopo una lunga giornata di lavoro,
ha appena  fatto una mega spesa alla Coop del terminal traghetti.
Quando va per caricare il bagagliaio con gli acquisti, si sente apostrofare: "Signora, lascia carrello?". Infastidita, pensa in un nanosecondo tutto il repertorio dell'esasperazione("ecco il solito accattone, non ti lasciano mai in pace, 500 £ da me (1999: c'erano ancora le lire), 500 da un altro ed ecco la giornata fatta! ma che razza di genitori che mandano ad elemosinare i loro figli ecc.ecc.") e immediatamente lo reprime: anche il suo inconscio è addestrato alla political correction,
Neanche si volta, impacciata com'è sotto la pioggia battente, e sbraita un "Almeno aspetta che carichi la macchina". Non sente risposta, ma una manina le porge il pacco del detersivo. Si gira e vede un bimbo dell'età del suo, otto o nove anni, bagnato come un pulcino, vestito come in estate e magro come un chiodo, che i cenci gli si appiccicano alle costole.
In silenzio, continua a porgerle la montagna di superfluo che ha comprato. Carica le merendine d'ordinanza, i giochini di Halloween, i prodotti dietetici, i formaggi d.o.p., i salumi d.o.c., le offerte speciali, gli sprechi normali, che rapido il bambino le passa.
Non un sorriso, fissa qualcosa di invisibile e lontano, sempre in silenzio.
Mette la mano in tasca e, tirando fuori qualche biglietto da mille, biascica un
"Sei stato proprio gentile, grazie", la tentazione di carezzare quel visino sporco è grande, ma, afferrati in fretta spiccioli e carrello, il bambino la fissa per un breve momento, poi va via sussurrando un "Grazie a te".
Avrebbe voluto - in quell'istante lunghissimo - dargli tutti quei pasticci da obesi suicidi che aveva acquistato, svuotare il suo portafogli, parlargli, telefonare al telefono azzurro, portarlo via con sé, scaldarlo con una vita diversa, con un abbraccio.
Invece è salita in macchina e non ha fatto niente.
Niente.
Si è sgravata la coscienza con due lire.
E quel bambino che, dannazione!, per giorni, rimane con lei, e non vuole andare via e che continua a fissarla e a dirle: "Grazie a te".

2003. Natale. Naturalmente, andando spesso alla Coop, ha avuto modo di rivederlo spessissimo. Sa che è stato "adottato" dai negozianti della galleria della Coop e il cibo dei vari fast food non gli manca. E poi, non sono poche le signore intenerite che gli lasciano ben più della monetina del carrello. Lei è tra queste.
Gli son stati donati vestiti caldi (per qualche tempo ha anche sfoggiato un bel giubbotto del Genoa) e scarpe robuste, che ha cambiato varie volte perché, non più denutrito, si è irrobustito ed è cresciuto.
Già qualche tempo dopo il loro primo incontro, ha cominciato prima a rispondere alle sue parole, poi a guardarla negli occhi e poi persino a sorridere.
Quando la vede chiede sempre "Lascia carrello?", non più intimidito, ma con gli occhi che si illuminano. Non vuole che lei metta in macchina le sporte più pesanti e l' aiuta a sistemare i pacchi, mentre si scambiano parole e sorrisi.
E' diventato tifoso genoano e si è fatto spiegare il significato degli adesivi che sono sulla macchina della signora. Una volta, nel suo italiano stentato, le ha detto di essere molto fiero che nel Genoa, quell'anno, giocassero suoi connazionali (è rumeno).
Stasera ha voglia di confidarsi.
"Volevo dirtelo: vado Romania, torna poi".
"Oh, vai a trovare i tuoi parenti?" chiede lei 
"Sì" 
"Ma la mamma e il papà sono qui in Italia?"
"No. Io vado vedere mamma"
"Ti manca"
"Sì" (silenzio) "Tanto" (silenzio) "Sempre solo" .
Silenzio.
Lei non sa che dire e fare.
Parole inutili non vengono sprecate mentre continuano a caricare la macchina.
"Ciao, torno", le promette mentre si avvia
"Fai il bravo", risponde lei e lo vede saltellare contento, farle ciao con la manina, mentre usa il carrello come un monopattino e lo rimette a posto.

Ottobre 2005. L'ha rivisto oggi, dopo quasi due anni.
E' molto cresciuto. E' un uomo. Non può avere più di quattordici, quindici anni, ma è un adulto.
Ha occhi sfuggenti. Non sorride più.
"Lascia carrello", le dice, con voce dura, senza alzare lo sguardo.
"Aspetta, scarico e.." ..te lo do, voleva dirgli, ma lui non le lascia il tempo, scrolla le spalle e va incontro a un'altra signora col carrello.
Ottenutolo, si allontana veloce, le spalle contratte.
Deposita il carrello, intasca l'euro e si mette a confabulare con un tizio che, se Lombroso non era un idiota, non ha esattamente l'aspetto di un galantuomo.
I due vanno dietro il magazzino. Non ricompaiono più.
Lei si dilunga nel caricare i pacchi, indugia prima di mettere in moto, ma niente: il ragazzo e l'altra persona non tornano.

A casa, osserva suo figlio chiacchierare allegro, lo ascolta raccontare di sé e del suo piccolo mondo di molte luci e poche ombre.
Lo accarezza col suo sguardo intenerito, ma, nello stesso tempo, si chiede se lei, frustrata ed inetta blateratrice di princìpi ed ideali, avrebbe potuto cambiare il destino di quell'altro bambino, se - invece di risalire ogni volta in macchina - lo avesse portato con sé, dando, per una volta, dannazione!, retta al suo cuore invece che alla stolida, indifferente rassegnazione che guida la sua vita.

2008. Gennaio.
"Grazie a te". Ritorna ancora, ancora, ancora. Per sempre.

Aglaja

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In ---> parole, coop, bozzetti, bambino romeno
sabato, 26 gennaio 2008 - 20:32



NUVOLE

27 gennaio 2008
GIORNATA DELLA MEMORIA

un contributo di
LAURA RAVASIO, ROBERTO e ANGELO GANDOLFI

per non dimenticare


Aglaja

venerdì, 25 gennaio 2008 - 18:36



Shoah, dalle leggi razziali allo sterminio. L'intervista di Silvia Luperini all'ex presidente dell'Unione delle comunità ebraiche.

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In ---> memoria, shoa, tullia zevi
lunedì, 21 gennaio 2008 - 21:11

RECLAME

INDICATORE UNIVERSALE DILA'

Non sai che pesci prendere? Le pescherie sono già chiuse e il reparto surgelati mostra tutto il suo vuoto esistenziale?

Da sempre le cartine stradali sono abissi inviolabili e il navigatore satellitare ti spernacchia spegnendosi sulle tue perplessità?

Non sai prendere la decisione giusta e persino quella sbagliata ti pare irraggiungibile?

E' venuto il momento di provare DILA'. 

L'indicatore universale DILA' ha sempre la risposta giusta alle tue domande.

Meglio la moglie o l'amante? La dieta o l'abbuffata? Il lavoro o la fuga a Cuba? Il centro-sinistra o il centro-destra?  DILA' ti solleva dal peso di decidere.

DILA' : il piacere dell'irresponsabilità!

INDICATORE UNIVERSALE DILA': ADDIO INCERTEZZE!


 

SIMULSMILE

Sei stanco di fingere soddisfazione? Sei stufo dei soliti sorrisi tirati? Non riesci più a nascondere la tua noia? SIMULSMILE fa al caso tuo! Con SIMULSMILE puoi dire BASTA alla fatica di mostrare facce di circostanza e falso compiacimento. Basterà indossare SIMULSMILE e potrai rilassarti nel tuo vero disgusto. SIMULSMILE è facile da mettere e lo puoi portare sempre con te.

SIMULSMILE: e sai cosa simuli!

ANCHE LA DENTIERA SEMBRA VERA, CON SIMULSMILE! 


 

BACKCLOCK

Quante volte ti sei detto "Potessi tornare indietro.."! Quante volte i rimpianti e i rimorsi non ti hanno dato pace!

Da oggi puoi dire addio a tutto questo.

BACKCLOCK è l'orologio di nuova generazione che ti permette di correggere gli errori. E' sufficiente far ruotare in senso anti-orario le lancette con il comodo pulsantino, ed ecco che le ore della tua vita vanno a ritroso, consentendoti di cambiare a tuo piacimento scelte e comportamenti errati o poco soddisfacenti.

BACKCLOCK ha una batteria a energia solare che funziona anche quando piove metaforicamente.

BACKCLOCK : quando la tecnologia è al servizio dell'anima.


 ERA L'ORA, BACKCLOCK!

 


 

NO-CALL PHONE

Ancora una giornata di stress in ufficio: mille chiamate senza un attimo di tregua! E a casa, poi: parenti e conoscenti tempestano di squilli la pace domestica.

E quando sei tu a voler chiamare? Mai che tu riesca tranquillamente a dire tutto ciò che desideri.

Ma da oggi la PHONODREAM ha ciò che fa per te:

NO-CALL PHONE

NO-CALL PHONE è il telefono che hai sempre sognato: grazie al suo speciale dispositivo di non collegamento, nessuno sarà mai all'altro capo della linea.

Con NO-CALL PHONE, avrai sempre l'opportunità di non rispondere a qualsiasi chiamata; e inoltre, senza alcun sovrapprezzo, potrai non chiamare chiunque vorrai, svuotando finalmente il sacco, senza timore di alcuna interruzione.

NO-CALL PHONE e sei PRONTO!

NO-CALL PHONE: PERCHE'NON CI HAI PENSATO PRIMA?

 


 

AGLAJA

 

sabato, 19 gennaio 2008 - 23:45
ALBUM di Aglaja


 
Pinocchio: gote arancioni naso lucido puntuto come cappello - finta mollica autentica gomma Pirelli - sguardo fisso azzurro pupille sbarrate in vuoto di non esistenza. Abbinasi odore dolciastro (gomma Pirelli) percezione dimensioni alterata.

Strada: bar saracinesche vetrine portoni a memoria. Volti senza lineamenti vedono senza guardare in silenzio. Lunghi passi veloci senza grazia verso nido non pascoliano. Ciondola cinghia di cuoio rossa che trattiene (trattiene, trattiene, ancora trattiene!) libri/quaderni scuola. Consapevolezza passaggio - punto di non ritorno.
Un qualsiasi giorno fondamentale.

Treno: percorso sferragliante sedili di legno. Mare case ponti fabbriche monti buio luce colori. Tattile memoria polverosa, analoga olfattiva sensazione. Vista acutissima con palpebre serrate.
Per dove per dove per dove?

Finestre: estranee cucine tinelli neon acciottolio stoviglie bicchieri posate (non udito ma intuito). Sorrisi sereni sguardi semplici sinceri (non veduti ma voluti).
Entrare mille volte mentre corre vettura sulla strada.
Un uomo scende le scale e va incontro a una bambina che corre: per sempre.

Festa: ballo nozze battesimo smarrimento confusione ["che cosa ci faccio io qui? che cosa ci faccio io qui?"] mascelle di pietra sguardi di acciaio ["che cosa ci fa questa qui? che cosa ci fa questa qui?"]
inadeguatezza/superbia: insofferente disagio.

Giradischi: lucidi dischi fori piccoli grandi centrali 78 33 45 scricchiolii fruscii gemiti antichi ritmi jazz violini valzer dei fiori puntine saltano rigano voce spezzata ripete for ever for ever for ever you you you.

Penna: china nera linee decise ombre tratteggiate veloci scric scric su carta sottile per riempire - presto!- vuoto bianco orrore nulla. E occhi e nasi e bocche e figure grottesche amiche brutte bellissime senza colore.
E ancora: parole parole parole, per riempire silenzio.

Settembre: aria leggera sottile. Nuvole piccole corsa fresca in improvviso cielo turchino. "limpido e terso limpido e terso": mantra ossessivo: illusione di osmosi spirituale.
Minuscoli granelli di zucchero sulle labbra, la lingua li raccoglie lentamente: dolcezza onnicomprensiva di un istante.

Ora: dita bianche lunghe forti accarezzano veloci tastiera nera chiaro schermo unica fonte luminescente stanza buia.
Riporre album collezione immagini.
Ultimo scatto, adesso.
Click

Aglaja
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In ---> reprise
mercoledì, 16 gennaio 2008 - 18:39




I volti delle donne nell'arte

Dal Rinascimento al cubismo: la bellezza femminile nei ritratti dei maestri della pittura degli ultimi 500 anni attraverso una spettacolare video-trasformazione. L'evoluzione dei visi e dell'eterno femminino attraverso opere di Leonardo Da Vinci, Raffaello, Tiziano, Botticelli , Giovanni Antonio Boltraffio, Albrecht Durer, Lucas Cranach il vecchio, Antonello da Messina, Perugino, Hans Memling, El Greco, Hans Holbein, Rokotov, Rubens, Gobert, Caspar Netscher, Pierre Mignard, Jean-Marc Nattier, Vigee-Le Brun, Sir Joshua Reynolds, Winterhalter, Tyranov, Borovikovsky, Venetsianov, Gros, Kiprensky, Amalie, Corot, Manet, Flatour, Ingres, Wontner, Bouguereau, Comerre, Leighton, Blaas, Renoir, Millias, Duveneck, Cassatt, Weir, Zorn, Mucha, Paul Gauguin, Henri Matisse, Picabia, Gustav Klimt, Hawkins, Magritte, Salvador Dali, Malevich, Merrild, Amedeo Modigliani e Pablo Picasso.

Spero affascini voi come ha incantato me :-)
Aglaja

P.S.: cliccate sulla freccia in basso del mini schermo
per far partire il filmato

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In ---> figure, volti delle donne nellarte
lunedì, 14 gennaio 2008 - 21:01



"..Nella sala da pranzo di mia nonna troneggiava un radiogrammofono degli anni '50. Avevo il divieto assoluto di toccarlo, ma tant'è.. gli sportelli di legno lucido dalle maniglie d'ottone mi attiravano irresistibilmente. Così, un pomeriggio, approfittai della mia solitudine per andare in esplorazione. Aperta la scatola magica, accanto al misterioso meccanismo di braccia, puntine e levette con strani numeri (78-33-45), si rivelarono pile di dischi larghi, pesanti e lucidi, imbustati in carta leggera, altri più sottili, infilati in confezioni più recenti e patinate, altri ancora più piccoli, con copertine dove comparivano visi di persone dall'espressione buffa.." Un brano di una lettera al maestro LUTTAZZI che ho pubblicato sul blog qualche tempo fa. Di questa sala da pranzo e di questo meraviglioso radiogrammofono ho parlato anche QUI. Tutto ciò solo per dire che stasera ho ritrovato su YOUTUBE i brani di Ellington che ascoltavo allora. Sarà la vecchiaia che avanza, ma queste note mi accarezzano lievi e struggenti come una mano lontana.

 Aglaja
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In --->
domenica, 13 gennaio 2008 - 09:03

auguriame
  E' quello che mi ripeto ogni 13 gennaio che arriva senza preavviso :-)

Aglaja
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In --->
venerdì, 11 gennaio 2008 - 16:00




"PIOVE" di Eugenio Montale 

(dalla raccolta "SATURA")

 Piove. È uno stillicidio
senza tonfi
di motorette o strilli
di bambini.

Piove
da un cielo che non ha
nuvole.
Piove
sul nulla che si fa
in queste ore di sciopero
generale.

Piove
sulla tua tomba
a San Felice
a Ema
e la terra non trema
perché non c’è terremoto
né guerra.

Piove
non sulla favola bella
di lontane stagioni,
ma sulla cartella
esattoriale,
piove sugli ossi di seppia
e sulla greppia nazionale.

Piove
sulla Gazzetta Ufficiale
qui dal balcone aperto,
piove sul Parlamento,
piove su via Solferino,
piove senza che il vento
smuova le carte.

Piove
in assenza di Ermione
se Dio vuole,
piove perché l’assenza
è universale
e se la terra non trema
è perché Arcetri a lei
non l’ha ordinato.

Piove sui nuovi epistemi
del primate a due piedi,
sull’uomo indiato, sul cielo
ominizzato, sul ceffo
dei teologi in tuta
o paludati,
piove sul progresso
della contestazione,
piove sui work in regress,
piove
sui cipressi malati
del cimitero, sgocciola
sulla pubblica opinione.

Piove ma dove appari
non è acqua né atmosfera,
piove perché se non sei
è solo la mancanza
e può affogare.


 

 

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In ---> pioggia, montale
lunedì, 07 gennaio 2008 - 17:25
Krishel, lancia una sfida: "Dovete scrivere una storia seguendo l'ordine delle lettere dell'alfabeto. Ah, ovviamente bisogna nominare tre persone e nella storia deve essere coinvolto il nome di chi vi ha nominato". Poiché tra i nominati vi sono io, raccolgo la sfida, ma - more solito - spezzo la catena: chi tra i web viandanti che si imbattono in questo post vuole provare a giocare con noi, si accomodi pure :-)

A
glaja Bramava Comporre Distici (1) E Fescennini (2). "GHo Importunato
KRISHEL", Lamentavasi, "Ma Non Oso Proporle Questo" Ritenendo Suo Testo Un Vergognoso Zibaldone
(3).

(1) Il distico è una strofa formata da una coppia di versi.
(2) I fescennini sono opere protoletterarie, tipicamente popolari, e sono la più antica forma di arte drammatica presso i Romani.
(3) Lo Zibaldone, in senso spregiativo, è uno scritto, discorso od opera artistica, composto da elementi tra loro eterogenei e incoerenti.

Ciao :-)
Aglaja


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